Il respiro
Iniziamo col dire una frase banale ma di vitale importanza e cioè che ogni essere vivente dipende dal respiro e la fine del respiro significa la fine della vita.
Ci nutriamo con il cibo ma la digestione non può avvenire senza l'apporto dell'ossigeno.
La circolazione sanguigna e la qualità del sangue dipendono in gran parte dal contributo dell' ossigeno.
Un sangue ricco di ossigeno è l'elemento chiave e necessario al corpo per creare cellule sane.
Una sana rigenerazione cellulare è essenziale per stare bene, e migliorare la propria respirazione significa migliorare la propria salute.
La respirazione diventa il più importante sistema di comunicazione del corpo.
L'aria che respiriamo scende nella gola, si fa spazio nei polmoni e poi scorre nelle vene, è così che l'energia vitale , ha un corso naturale nel nostro corpo.
L'antichissima pratica orientale della respirazione consapevole , affonda le sue origini nelle teorie che vedono l'energia presente nell'etere quale fondamento di vita, e l'atto respiratorio come il miglior guaritore del corpo e della mente.
Il respiro si trova fra l'esistenza individuale e la vita cosmica, fra il flusso della vita individuale e l'eterna esistenza cosmica. E' come se il respiro desse inizio, dall'oceano cosmico dell'Essere, a un torrente individuale. (Maharishi Mahesh Yogi, La scienza dell'essere e l'arte di vivere).
Il pensiero indiano ha chiamato il respiro prana, che in sanscrito significa anche vita, vento, energia e forza, il respiro o prana è quello che regola e governa tutte le attività cerebrali superiori: funzioni della mente, memoria, pensiero ed emozioni, è un ponte tra il cuore ed il cervello, tra la porta profonda emozionale, e quella cerebrale, razionale, una chiave di accesso ai labirinti dell'inconscio.
La respirazione comunica attraverso ritmo e spazio, formando il vissuto del soggetto sia esso di amore, paura, ansia, collera, sessualità o di altra natura.
La respirazione è il prototipo della comunicazione, non a caso iniziamo l'atto respiratorio proprio alla nascita, quando ci mettiamo in rapporto (comunicazione) con il macrocosmo esterno.
Anche il macrocosmo respira e vi è una connessione tra il numero dei respiri dell'uomo e l'anno cosmico (un uomo fa in media in un minuto 18 respiri che in 24 ore dà 25.920 respiri, questo stesso numero equivale agli anni necessari al sole per percorrere tutto lo spazio dello zodiaco e ritornare nello stesso punto il giorno dell'equinozio di primavera. Quindi 25.920 anni costituiscono un anno cosmico così come 25.920 respiri costituiscono un giorno di vita umana).
Lo studio e la pratica della respirazione richiedono tempo soltanto perché ci siamo dimenticati di qualsiasi forma di consapevolezza della respirazione, ma la consapevolezza può ridivenire parte costante del nostro modo d'essere, di agire, sentire e pensare.
Possiamo respirare facendo fare ciò che desideriamo al nostro respiro, oppure ignorarlo lasciando che il corpo inizi istintivamente a respirare: per fortuna la respirazione avviene per riflesso anche perché il corpo altrimenti non può funzionare, cosicché, se il controllo cosciente della respirazione viene a mancare, ecco che qualche parte non cosciente della mente se ne fa carico e rimette in moto il funzionamento.
Ed ecco che si arriva al problema con il quale dobbiamo fare i conti quando ci occupiamo della respirazione: riportare al nostro stato di consapevolezza un'intera area di noi stessi che avevamo rimosso.
Solamente con la consapevolezza costante e l'esperienza acquisita saremo in grado di capire (scoprire) ciò che accade quando respiriamo. Esercizi come la respirazione addominale diaframmatica, circolare e senza pause, daranno il risveglio di un'intera parte di noi, di un aspetto completamente nuovo del nostro esistere di cui non c'eravamo mai resi conto.
Guardate come sono grossi i polmoni, hanno tre camere separate, dette lobi, ma i lobi superiori e inferiori vengono usati solo raramente.
La maggior parte delle persone respira soltanto con i lobi centrali.
Ora osservate un bambino che dorme: vedrete che il respiro riempie prima l'addome e poi si espande nel petto. Questo è il modo naturale di respirare.
La maggior parte delle persone usa meno di un settimo della propria capacità polmonare, inspirando soltanto mezzo litro circa di aria ad ogni respiro. Al massimo della loro capacità i polmoni possono contenere quasi quattro litri d'aria.
Una quantità maggiore di ossigeno nel corpo ha notevoli effetti di guarigione e ringiovanimento.
Quando nel sistema respiratorio entra una maggiore quantità di ossigeno, ogni cellula di ogni organo viene nutrita e riesce a compiere molto più efficacemente il suo lavoro.
Quando i neuroni del cervello ricevono più ossigeno, avremo impulsi più chiarì e potenti, rendendo i sensi più acuti e rafforzando l'intero sistema nervoso.
Diventiamo allora molto più coscienti delle energie sottili che sono dentro e attorno a noi.
In sintesi possiamo dire che il prana, assunto attraverso una respirazione cosciente, svolge un'azione benefica su vari piani:
Sul piano fisico: il prana aumenta l'ossigenazione del sangue, vitalizzandolo e purificandolo. Di conseguenza aumenta la vitalità fisica e la longevità;
Sul piano mentale: il prana introdotto con una respirazione cosciente cambia notevolmente il nostro atteggiamento mentale. Aumentano concentrazione, memoria, capacità intellettuali, rilassamento e creatività;
Sul piano spirituale: la respirazione cosciente sviluppa la consapevolezza interiore, facilitando l'accesso alla realtà superiore.
Sul piano eterico/astrale: il prana rafforza il corpo eterico, che è la matrice del corpo fisico, e i corpi sottili.



